Raika Lana

Landtagspräsident Widmann gedenkt der Opfer des Unglücks bei Latsch. „Eine Tragödie, die sich nicht wiederholen darf.“

by Radio Sonnenschein

Vinschger_ZugVor sechs Jahren, am 12. April 2010, erschütterte ein tragischer Vorfall das ganze Land: Auf dem Streckenabschnitt zwischen Latsch und Kastelbell erfasste eine Mure den Vinschgerzug. Neun Personen kamen dabei um, 28 wurden verletzt. Eine unglückliche Verkettung von Umständen hatte dazu geführt, dass die Mure, die durch das defekte Ventil einer Beregnungsanlage ausgelöst wurde, genau in dem Moment abrutschte, als der Zug die Stelle passierte.

Unter den Personen, die damals im Waggon saßen, war auch eine junge Mutter, die Milch für ihr frühgeborenes Kind nach Bozen bringen wollte, das nun ohne Mutter aufwachsen muss. Unser Gedanke geht auch an die anderen Opfer dieses Unglücks, den Lokführer und all die anderen, die diesen Zug oft nutzten und ihm vertrauten. Ihren Familien erneuere ich, auch im Namen des gesamten Landtags, unser Mitgefühl, und danke nochmals allen, die sich vorbildlich an den Rettungs- und Bergungsarbeiten beteiligt haben.

Man kann das Schicksal nicht immer aufhalten, aber es ist unsere Aufgabe, Maßnahmen zu treffen und Regeln zu erstellen, die unserem Land und unseren Mitbürgern mehr Sicherheit gewährleisten, damit sich eine solche Tragödie nicht wiederholt.

 


 

 

6 anni fa la tragedia del treno della Venosta: “Una tragedia che non deve ripetersi”

Il presidente Thomas Widmann ricorda le nove vittime del deragliamento del Treno a Laces.

6 anni fa, il 12 aprile 2010, un drammatico incidente ferroviario sconvolgeva tutto l’Alto Adige: una frana provocava il deragliamento del treno della Venosta, causando la morte di 9 persone e il ferimento di altre 28. Una serie di coincidenze sfavorevoli fece sì che la frana, causata da falle nel sistema di irrigazione, si abbattesse nei pressi di Laces proprio nell’istante in cui passava il convoglio.

Tra le persone in viaggio quella mattina per svolgere gli impegni quotidiani, ricordiamo in particolare una giovane donna che si recava a Bolzano a portare il suo latte al figlio nato prematuro: 400 metri cubi di terra ne hanno spezzato la vita, lasciando un neonato senza mamma. Ma il nostro pensiero va anche alle altre persone che persero la vita nell’incidente, tra cui lo stesso macchinista del treno: esprimo la vicinanza dell’intero Consiglio provinciale alle loro famiglie, ringraziando ancora una volta tutti coloro che si adoperarono in maniera esemplare nei soccorsi.

A volte è impossibile impedire che il destino si compia: il nostro impegno quale Consiglio provinciale rimane quello di produrre norme che garantiscano la sicurezza della nostra terra e di chi la abita, per evitare che una tragedia del genere possa ripetersi.

 

 

 

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